Etty – 20 Luglio 1942

[…] è un periodo troppo duro per persone fragili come me. So che seguirà un periodo diverso, un periodo di umanesimo. Vorrei tanto poter trasmettere ai tempi futuri tutta l’umanità che conservo in me stessa, malgrado le mie esperienze quotidiane. L’unico modo che abbiamo di preparare questi tempi nuovi è di prepararli fin d’ora in noi stessi. In qualche modo mi sento leggera, senz’alcuna amarezza e con tanta forza e amore. Vorrei tanto vivere per aiutare a preparare questi tempi nuovi. […]

“Il senso della vita non è soltanto la vita stessa.” aveva affermato S.

25 luglio, sabato mattina, le nove. In me c’è un silenzio sempre più profondo. Lo lambiscono tante parole, che stancano perchè non riescono ad esprimere nulla.
Bisogna sempre più risparmiare le parole intutili per poter trovare quelle poche che ci sono necessarie. E questa nuova forma d’espressione deve maturare nel silenzio. Ora sono le nove e mezzo. Rimarrò a questa scrivania fino a mezzogiorno; petali di rosa sono sparsi fra i miei libri. Una rosa gialla s’è schiusa al massimo e mi fissa, grande e spalancanta.

Etty Hillesum – Diario

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