Category: Boris Pasternak

Pasternak – L’alba

You were the be-all in my destiny.
Then came the war, the devastation,
And for a long, long time there was
No word from you, not even a sign,

And after many, many years
I find again your voice disturbs me.
All night I read your testament —
And found my consciousness returning.

I’m drawn to people, to be one of a crowd,
To share their morning animation.
I’m ready to smash everything to smithereens
And make all kneel in schoolboy penance.

And so I dash down all the stairs
As if this were my first sortie
Into these streets and their deep snow
And pavements that long since died out.

Each way I turn I see awakenings, lights, comfort.
Men gulp their tea, they hurry to catch trolleys.
Within the space of a few minutes
You’d never recognize the town.

The blizzard weaves its nets in gateways
Out of the thickly falling flakes.
And all, to get to work in time,
Dash madly, hardly taking breakfast.

I feel for all these people
As if I’d been within their hides;
I feel I’m melting, even as the snow melts,
I feel I glower, even as the morning glowers.

The nameless ones are part of me.
Children also, the trees, and stay-at-homes.
All these are victors over me —
And therein lies my sole victory.


Tu eri tutto nel mio destino
poi vennero la guerra e lo sfacelo,
e a lungo, a lungo di te
non seppi più nulla.

E dopo molti, molti anni
la tua voce di nuovo mi ha turbato.
Tutta la notte ho letto i tuoi precetti,
rianimandomi come da un deliquio.

Voglio andar tra la gente, nella folla,
nell’animazione mattutina.
Sono pronto a ridurre tutto in schegge
e a mettere tutti in ginocchio.

Scendo di corsa le scale,
come se uscissi per la prima volta
su queste strade coperte di neve
e sul selciato deserto.

Spuntano ovunque fiammelle accoglienti,
la gente beve il tè, s’affretta ai tram,
nel giro di alcuni minuti
l’aspetto della città è irriconoscibile.

Nei portoni la bufera intreccia
una densa rete di fiocchi,
e per giungere in tempo tutti corrono,
senz’aver finito di mangiare.

Io sento per loro, per tutti,
come se fossi nella loro pelle,
mi sciolgo come si scioglie la neve,
come il mattino aggrotto le ciglia.

Con me sono persone senza nomi,
alberi, bimbi, gente casalinga.
Io sono vinto da tutti costoro,
e solo in questo è la mia vittoria.

BORIS PASTERNAK – POESIE (Traduzione di A. M. Ripellino)


“The nameless ones are part of me. | Children also, the trees, and stay-at-homes. | All these are victors over me — | And therein lies my sole victory.”

Pasternak – Sui cespugli aumentano gli squarci

On the bushes grow the tatters
Of disrupted clouds; the garden
Has its mouth full of damp nettles:
Such – the smell of storms and treasures.

Tired shrubs are sick of sighing.
Patches in the sky increase. The
Barefoot blueness has the gait of
Cautious herons in the marshes.

And they gleam, like lips that glisten,
When the hand forgets to wipe them:
Supple willow-switches, oak-leaves,
And the hoofprints by the horsepond.


Sui cespugli aumentano gli squarci
delle nubi sfrondate. Il giardino
ha piena la bocca di umida ortica:
è l’odore delle tempeste e dei tesori.

La macchia è stanca di gemere. In cielo
s’accrescono le luci delle arcate.
L’azzurro scalzo ha l’andatura
dei trampolieri per la palude.

E brillano, brillano come le labbra
non asciugate dalla mano
rami di vètrici e foglie di quercia
e tracce accanto all’abbeveratoio.

BORIS PASTERNAK – POESIE (Traduzione di A. M. Ripellino)

Pasternak – Non ci sarà nessuno a casa

Non ci sarà nessuno a casa,
tranne il crepuscolo. Il solo
giorno invernale in un trasparente spiraglio
di cortine non accostate.

Solo bianchi biòccoli bagnati
il rapido aleggiante belenio.
Solo tetti, neve e tranne
o tetti e la neve, – nessuno.

E di nuovo arabeschi intesserà la brina,
e di nuovo mi domineranno
lo sconforto dell’anno passato
e le vicende di un altro inverno.

E mi scherniranno di nuovo per una
colpa non ancora perdonata
e una fame di legna avvinghierà
la finestra lungo la crociera.

Ma inaspettatamente per la tenda
scorrerà il tremito di un’irruzione.
Misurando coi passi il silenzio,
come l’avvenire tu entrerai.

Tu apparirai sulla soglia, indossando
qualcosa di bianco senza stranezze,
qualcosa proprio di quelle stoffe
di cui si cuciono i fiocchi di neve.

BORIS PASTERNAK – POESIE (Traduzione di A. M. Ripellino)