S. Weil – Il libro del potere

[…] Solo se si conosce l’imperio della forza e se si è capaci di non rispettarlo è possibile amare.

[…] Chiarire i concetti, screditare le parole congenitamente vuote, definire l’uso di altre attraverso analisi precise, per quanto possa sembrare strano, servirebbe a salvare delle vite umane.

[…] La nostra scienza conserva come in un magazzino i meccanismi intellettuali più raffinati atti a risolvere i problemi più complessi ma noi siamo pressoché incapaci di applicare i metodi elementari del pensiero razionale. In ogni ambito sembriamo aver perduto le nozioni essenziali dell’intelletto, quelle di limite, misura, grado, proporzione, relazione, rapporto, condizione, legame necessario, connessione tra mezzi e risultati.

[…] sacrifichiamo noi stessi e gli altri in virtù di astrazioni cristallizzate, isolate, impossibili da mettere in rapporto tra loro o con le cose concrete.

[…] L’uomo considerato semplicemente come uomo, è sprovvisto di forza. Se gli si obbedisce in tale qualità, l’obbedienza è perfettamente pura. E’ questo il senso della fedeltà personale nei rapporti di subordinazione; la fierezza ne esce totalmente intatta. Ma quando si obbedisce agli ordini di un uomo in qualità di depositario di un potere collettivo, che lo si faccia con o senza amore, se ne esce degradati.

Simone Weil – Il libro del potere. [Traduzione di Valentina Abaterusso, Chiarelettere Editore]


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Simon Weil –


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